IL “FRUTTETO INUSUALE” AL BOSCO DEI 100 PASSI

Il progetto per la realizzazione del “Frutteto Inusuale” al Bosco dei 100 Passi di San Vito di Gaggiano, Bene confiscato al narcotrafficante Salvatore Di Marco, é iniziato nel giugno 2016, con la firma della convenzione tra il Comune di Gaggiano, Libera Associazione, nomi e numeri contro le mafie, il Distretto di Economia Solidale Rurale (DESR) Parco Sud e la Contina Cooperativa Sociale per la gestione di attività sociale di interesse pubblico – Progetto “Bosco dei Cento Passi”, in ottemperanza alla delibera n.2 del Consiglio Comunale di Gaggiano del 24 marzo 2016.

Nella prima fase sono state collocate decine di arnie da parte dell’apicoltura “Il miele di Elia”, di Mauro Veca, che hanno prodotto dell’ottimo miele di diverse tipologie, che sono state distribuite direttamente dal DESR.

Il progetto è poi proseguito con l’idea di creare un frutteto denominato “inusuale” per la scelta delle varietà botaniche della tradizione rurale lombarda, reinstallare un apiario (già intitolato a Lea Garofalo), risistemare il vecchio capannone per gli attrezzi per rendere il luogo un emblema di riscatto sociale, fruizione e formazione per la comunità.

L’idea del progetto “100 passi tra inclusione sociale ed agroecologia” finanziato nel 2019 dalla Fondazione CARIPLO “Coltivare valore” nasce e si sviluppa nell’ambito dell’agricoltura sociale, cioè quell’insieme di pratiche che coniugano l’aspetto imprenditoriale dell’agricoltura con un programma di sviluppo orientato ai valori sociali, all’inclusione di persone con disabilità o in situazioni di difficoltà e allo sviluppo delle comunità locali.

La produzione del frutteto e delle arnie in esso collocate, così come la riorganizzazione dello spazio agricolo della Cascina, l’incremento dei prodotti di filiera trasformati e commercializzati nella rete territoriale andranno a creare un processo virtuoso di crescita della Comunità Cascina Contina in un’ottica di valorizzazione dei prodotti agroecologici, facendo sempre più rete sul territorio.
Felice intuizione, che negli ultimi anni sta avendo sempre più riscontro e ritorno sia a livello locale che nazionale, trasforma i semplici prodotti agricoli in prodotti ‘buoni e giusti’ arricchendoli di un’accezione etica,di riscatto sociale, inclusione e partecipazione, e ambientale: prodotti locali, di qualità e generati da un contesto rurale in sinergia con l’ambiente.

Qui la locandina informativa